Villa Cavalletti #LazioPreziosoDigital2021

È una delle note Ville Tuscolane dalla lunga e affascinante storia, realizzata a partire dal 1596 dal marchese Ermete Cavalletti

È rimasta intatta e preservata fino ai giorni nostri: un vero e proprio “locus amoenus” per la salubrità dell’aria, l’esposizione felice, la posizione suggestiva e il meraviglioso inserimento nel suo Parco Monumentale Secentesco e nell’antica tenuta agricola biologica da cui nascono prodotti di elevato pregio, nel cuore dell’antico Vulcano Laziale. Oggi è condotta da Tiziana Torelli (nella foto).
L’Azienda Agricola di Villa Cavalletti ama la natura, ogni lavorazione viene condotta secondo agricoltura biologica certificata, obiettivo primario è offrire prodotti di pregio, sani e salutari nel rispetto dell’ambiente. I vigneti si estendono nel complesso monumentale di Villa Cavalletti su terreni ben drenati, disposti a est e sud-est per 5,5 ettari, a partire dal 2014 è stato effettuato dalla Società Agricola Tierre un lavoro di recupero del vigneto storico dei Gesuiti e un reimpianto di varietà e cloni attentamente selezionati per il particolarissimo terroir di Villa Cavalletti. Il sito è di interesse preistorico, quando nel 1902 il Marchese Cavalletti realizza il vigneto viene trovato un sito neolitico di straordinaria importanza la cui la collezione oggi è esposta al Museo Pigorini di Roma. Il suolo è ricco di minerali su una base di roccia vulcanica, l’altura presso Villa Cavalletti, è classificata come area ricca di coni e bocche eruttive eccentriche, saldame lavico, scorie, agglomerati e lapilli stratificati.

cucina e vini
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Villa Cavalletti – Grottaferrata (Rm)
Roma Riserva Rosso Doc 2017
Uve: montepulciano 80%, cesanese 20%
13,5% vol

Rubino violaceo vivo e impenetrabile, è invitante al naso con il suo approccio fruttato dolce che richiama mora, visciola, gelso e fico neri, prugna, declinati anche in confetture e sotto spirito, percorsi da respiri floreali di viola, da note vegetali di mirto e minerali di grafite. L’insieme si fonde con la speziatura di ginepro, pepe e cannella, mentre la dolcezza si allunga su nuance di nocciole tostate, su sentori di brutti ma buoni e bignè al cioccolato. Bocca fresca, morbida, di tessitura tannica netta e sottile, ben integrata dalla struttura. Il retrolfatto riprende la tavolozza del naso, conservando il frutto fresco e confetturato, la pasticceria e le spezie, aggiungendo una lunga nota di liquirizia che nel finale dialoga con le confetture.
Ottimo con petto d’anatra al ginepro e frutti di bosco.

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